Benedetta tristezza!
Disse un giorno un mio conoscente
filosofo durante un convegno: I filosofi
dicono cose tristi è il loro dovere intellettuale; pensai: forse è vero, ma per
fortuna ci sono gli artisti che trasformano la tristezza in opere d’arte.
Chi, in vita, avrebbe sopportato
l’amicizia o almeno la frequentazione di Van Gogh, di Leopardi, Caravaggio,
Leonardo…uno si isolava, l’altro era un estremista, il terzo addirittura un
assassino, l’ultimo evitava il più possibile
il contatto con le persone e, continuando, abbiamo un’infinità di artisti
che hanno trascorso anni in manicomio, misantropi, egocentrici, bizzosi e rancorosi. Gli artisti
in generale hanno dei brutti temperamenti. Anime quiete con temperamenti
burrascosi, hanno il contrasto innato in loro.
Ma gli Artisti il male del mondo, quello
di cui i filosofi parlano, lo hanno preso e trasformato in arte. E’ la magia
più alta che ci si possa aspettare (anzi no, non ci si aspetta perché è un
miracolo) da un essere umano. Niente può sostituire la Dama con liocorno, la
Cappella Sistina, il Canestro di frutta, il Campo di grano con corvi e quando
ti trovi a leggere un pensiero, una
poesia lì c’è tutto. Purtroppo a volte ti arriva un wattsapp!
Sono questi grandi artisti che
mettono armonia nel mondo, guardare, assaporare una loro opera dà un senso di
armonia, loro prendono la tristezza e la trasformano in un vaso di girasoli, e
quanto hanno patito per quel quadro o quella pagina che è diventato un classico
della letteratura.
La tristezza non avrà mai fine, disse Van Gogh al fratello, e
quindi lunga vita all’arte.
![]() |
| Di Vincent van Gogh - dwFdD5AMQfpSew at Google Cultural Institute maximum zoom level, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=22621755 |


Commenti
Posta un commento